Il ritorno del Vinile.

Un capriccio dei grandi ma nulla di veramente concreto.

Quando le idee sono poche chi sa come mai arriva sempre il pirletto di turno a propone qualcosa di bizzarro. Tuttavia, poiché esiste la tendenza a dimenticare facilmente volevo ricordate che c'è una ragione precisa se il Vinile è stato “scaraventato” in soffitta lasciando spazio ai formati digitali, che tra l’altro sono anche più performanti e non richiedono tutti i passaggi che servono a realizzare un Vinile. Iniziamo.

Ingombrante, pesante, soggetto a usura, manutenzione del supporto di riproduzione, costi dei macchinari per la produzione particolarmente elevati, costi di produzione proibitivi, nessun beneficio davvero qualitativo se non quello di scambiare il rumore della puntina con la sensazione che il suono sia speciale quando in realtà è solo un click clack aggiunto al brano.
Facciamo un passo indietro a quando il lettore CD Audio era presente ovunque. Ascoltando la qualità del digitale tutti gridavano al miracolo. Quando riproducevano l’artista preferito rimasterizzato in digitale e con il nuovo lettore CD era un vero divertimento per il nostro udito. Ora che quest’ultimo sta scomparendo e i CD si vendono sempre meno, si presenta il pirletto di turno ad introdurre qualcosa di ancora più vecchio del CD per farci credere al nuovo miracolo, il Vinile in HD.
Umh...
Non è una questione che il Vinile, per le sue caratteristiche intrinseche, suona caldo mentre il digitale suona freddo. Come già citato sopra la sensazione che molti attribuiscono ad un suono caldo e morbido non è il supporto vinile ma il rumore generato dalla puntina mischiato al suono. Infatti, se provassimo ad eliminare il click clack della puntina, avremmo immediatamente una sensazione diversa.
Pertanto, attribuire caratteristiche sonore di qualità superiori ai formati digitali – Wave o FLAC (Free Lossless Audio Codec) un codec audio libero con compressione dati lossless, cioè senza perdita di qualità - è fin troppo superficiale. La verità è ben diversa perché i due supporti hanno caratteristiche sostanzialmente diverse. Senza scendere troppo nei dettagli tecnici chiariamo subito che il Vinile ha un grosso problema nella gamma dinamica. In altre parole, la distanza in decibel tra il suono più basso e il suono più alto che può riprodurre. E’ stato spiegato su un importante forum mondiale - hydrogenaudio - che in condizioni normali la distanza tra il suono più basso e il suono più alto di una registrazione su vinile è di 80 dB e che in condizioni ideali potrebbe arrivare al massimo a 120 dB. Sul CD, questa distanza è di 150 dB. Vuol dire che un suono particolarmente basso e un suono particolarmente alto non possono essere registrati su vinile, nemmeno volendo. Per questa ragione, l'associazione americana dell'industria discografica ha deciso di creare uno standard, l'equalizzazione RIAA, che impone la riduzione della gamma dinamica per non causare problemi. Tenendo conto di queste precisazioni è difficile dire suona meglio uno o l’altro. Possiamo però affermare che una differenza potrebbe essere data dalla preparazione tecnica di chi lavora al Mix e dal Mastering, sebbene quest’ultimo passaggio sia solo la ciliegina sulla torta.
Aggiungerei che oggi non esiste un Vinile che suona meglio di un digitale e non esiste un digitale che suona meglio di un Vinile. È e rimane esclusivamente una questione di tecnologia, di tecnica e di conoscenza che abbiamo acquisito con il tempo. Stampare un Vinile oggi suona bene solo perché il master è stato fatto bene ma se lo stesso master lo calibrassimo per un supporto digitale probabilmente suonerebbe meglio.


Forse ci piace osservare come gira più che apprezzare veramente la qualità del suono emanata da questo supporto. Una cosa però è chiara; dopo un po’ girano anche le palle.

CEO, M.